« Aspettando il classico | Main | Finale Australian Open: Nadal batte Federer in cinque set »
Finale femminile Australian Open 2009: Serena Williams spazza via Dinara Safina
By admin | January 31, 2009

Serena Williams, la n.2 mondiale, sembra aver preso la personalità di Wonder Woman la notte di venerdì, perchè sabato ha polverizzato Dinara Safina nella finale dell’Australian Open, 6-0 6-3.
Il primo set è stato una lezione impartita dalla minore delle sorelle Williams ad una Safina (testa di serie n.3) che non riusciva a combinare niente, i suoi colpi non facevano alcun male all’atletica Serena, che a 27 anni sembra di essere ancora affamata di gloria, e ancora fisicamente a pieni motori, ad un’età considerata avanzata per gli standard tennistici. I 12 colpi vincenti di Williams contro i soli 4 di Safina, e il fatto che Serena ha avuto un’effettività del 100% nei punti dove ha azzeccato il primo servizio la dicono lunga su chi ha dettato il gioco. Safina non è riuscita a vincere neanche un punto sul suo secondo servizio, con le risposte furiose della Williams aprendo in due il cemento.

Safina è riuscita a strappare il servizio all’americana nel primo game del secondo set, accontentando finalmente il pubblico, che voleva a tutti i costi iniziare a vedere una finale con due giocatrici sul campo. Per un attimo sembrava potesse iniziare il vero match. Invece no. Ci è voluto poco perché la Williams ritrovasse il momentum e ritornasse ai livelli del primo set, con Safina ancora disperata, ed evidentemente frustrata. Il set si è concluso 6-3, dopo una risposta della russa finita sul corridoio destro.
Questa vittoria è la decima in un Grand Slam per Serena Williams (che in Australia aveva già vinto nel 2003, 2005 e 2007), garantendole da lunedì il primo posto in classifica, per la terza volta nella sua carriera.
Williams ha lasciato chiaro che il suo obiettivo principale è concentrarsi sugli Slam, piuttosto che seguire un calendario pesante durante la stagione per tenersi il primo posto. Solo altre quattro giocatrici nella storia del tennis mondiale possono vantare una doppia cifra per quanto riguarda le vittorie ai major, Serena ora appartiene a questo club (li ha anche vinti tutti e quattro, quindi siamo davanti a una che resterà tra le più grandi senza dubbio). A quanto pare, ha ancora della polvora per far molto male, era dal 2003 che non vinceva due Slam consecutivi (ha vinto l’US Open l’anno scorso), e sembra che sia determinata a regnare e dominare ancora per un pò.
Serena aveva vinto venerdì la finale del doppio femminile con la sorella maggiore Venus, l’ottavo Slam per il binomio Williams. Già l’anno scorso, con Venus portandosi a casa il suo quinto Wimbledon (è una delle migliori giocatrici sull’erba che il tennis abbia mai visto, anche lei non scherza con 7 Grand Slam) battendo Serena in una finale tutta Williams, e il successivo trionfo della sorella minore a Flushing Meadows, le americane hanno fatto capire che ci sono ancora, eccome. Spesso criticate per non essere dedicate al 100% al tennis, sembra che provino piacere ogni volta che vincono contro tutti i pronostici. Fa pensare che se hanno voglia, non c’è nessuno che le fermi, basta che in quel momento abbiano in mente la pallina gialla, e non la recitazione o il fashion design.
Serena può anche vantare il titolo della più profittevole giocatrice di tutti i tempi, prendendo in considerazione gli assegni incassati come premi: dopo questo viaggio a Melbourne, vincendo sia nel singolare che nel doppio, è arrivata alla modica cifra di $23,5 milioni (€18,3 milioni), sorpassando la californiana Lindsay Davenport.
Ancora una volta, il cognome Williams è stato sinonimo di determinazione e grinta, all’insegna di annientare il nemico (forse Serena ha seguito da vicino le trasmissioni della CNN queste ultime settimane). Questa volta Serena era comunque tra le favorite, ma sia lei che Venus sono note per aver avuto depressioni in termini di ranking, per poi ritornare direttamente vincendo i tornei più grandi (nel 2007, Serena era arrivata a Melbourne al posto 81 in classifica, vincendo tutto e zittendo il mondo intero). Entrambe sono ormai veterane, ma la voglia di vincere rimane nel DNA e non invecchia mai.
Safina, 22 anni, finalista anche a Roland Garros l’anno scorso, ha dimostrato ancora una volta il suo potenziale, ma sembra che sia arrivata in finale con la benzina esaurita. Negli ultimi dodici mesi si è infiltrata nel top 3, toccando quota 2 verso la fine del 2008. Anche lei, sorella minore di un altro grande del tennis, Marat Safin, campione in Australia nel 2005 (oltreché all’US Open nel 2000), ha ancora da dimostrare la capacità mentale per eccellere nei momenti più importanti, quando conta veramente. Il potenziale c’è, vediamo come si svolge questa stagione, dopo un 2008 che ha visto la salita delle serbe, l’invasione delle russe ed il ritorno delle Williams.
Topics: Grand Slam, WTA Tour |