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ATP Tour 2009: una prima analisi
By admin | April 9, 2009

Juan Martin del Potro
E se guardassimo il circuito ATP come se fosse la borsa? Volatilità e incertezza hanno segnato il primo trimestre di attività del tennis mondiale, con solo pochi giocatori vincendo consistentemente. Non troppo lontano dai mercati finanziari in questi tempi, insomma…
Ecco qui uno sguardo alle quotazioni dei principali giocatori prima di iniziare la stagione della terra battuta, e la mia consulenza su dove investire e cosa farsene delle azioni in portafoglio:
Rafael Nadal: COMPRARE
Dimentichiamoci dei “Grandi Quattro” (Rafael Nadal, Roger Federer, Novak Djokovic e Andy Murray), ad oggi c’è solo un gigante.
Nadal è riuscito a superare le aspettative che lo circondavano all’inizio della stagione, ottenendo il suo primo Grand Slam su cemento all’Australian Open (che si aggiunge ai suoi quattro Roland Garros e a Wimbledon), e anche il primo Masters Series dell’anno a Indian Wells. E’ stato l’inizio più proficuo nella carriera dello spagnolo, con la sua parte preferita ancora da giocarsi.
C’è solo una domanda in ballo: dopo tutta l’energia spesa, ne ha ancora per dominare come al solito nella terra rossa? Da una parte sì, data la sua enorme superiorità in questa superficie. Dall’altra però, ha preso impegni a Monte Carlo, Barcellona, Roma e Madrid, tutti prima di Roland Garros. Saranno otto settimane di fuoco, per cui attenzione a qualche sorpresa o anche a qualche ritiro forzato.
In linea generale, comunque, non c’è nessuno capace di batterlo con regolarità su questa superficie. La più grande sfida sarà quella di mantenere lo standard d’oro che ha stabilito negli ultimi anni per quanto riguarda la stagione su terra rossa.
Ci sarebbero tutte le carte per una quinta vittoria consecutiva di Nadal a Roland Garros, facendolo diventare il miglior giocatore della storia sulla terra battuta (al pari o sopra Bjorn Borg), e manderebbe il valore del suo titolo azionario alle stelle.
Roger Federer: VENDERE
La racchetta spaccata durante la semifinale contro Novak Djokovic a Miami la settimana scorsa ci fa pensare che anche lui si è accorto che c’è qualcosa che non va.
Un’analisi più accurata della sue ultime sconfitte rivela un segnale più preoccupante: ha perso il set decisivo contro i suoi tre immediati rivali (vedi i Grandi Quattro sopra) nei tre tornei più importanti dall’inizio dell’anno a questa parte. Se aggiungiamo il fatto che Roger si rifiuta ad accettare questa tendenza, è chiaro che il problema è più mentale che altro. Federer ultimamente sta perdendo la concentrazione durante i momenti critici della partita, esitando proprio quando dovrebbe prendere il controllo del punto, e arrivando quindi spesso un pò in ritardo e perdendo efficacia.
Dopo essere stato per cinque anni il paradigma del tennis (sia sul campo che fuori), cadere dalla cima può essere un pò sconcertante. Potrebbe essere ora di mettere in pratica le parole di Goran Ivanisevic (lo spacca-racchette per eccellenza): “A volte quando stai vincendo troppo pensi che non dovresti perdere mai più. Sto imparando a perdere.”
Anche Federer sicuramente passerà questo processo di “educazione”, ma occhio che le cose potrebbero benissimo peggiorare prima di migliorare.
Novak Djokovic: ASPETTARE
Se non fosse perché è arrivato in finale al Sony Ericcson Open a Miami (il secondo Masters Series dell’anno, subito dopo Indian Wells), avrei suggerito di sbarazzarsi delle sue azioni. Una vittoria all’ATP di Dubai (senza però i grandi nel tabellone) non rimedia una sconfitta ai quarti in Australia e Indian Wells contro Andy Roddick, e una disastrosa finale a Miami contro Andy Murray.
Accusando problemi legati alle alte temperature dell’Australia e della California (Indian Wells) e Miami, Djokovic ha cercato di giustificare i suoi risultati in questo inizio di stagione, che esattamente un anno fa l’ha visto trionfare a Melbourne e ad Indian Wells. Ora il calendario si sposta in Europa, dove le temperature sono meno severe, e questo dovrebbe aiutarlo.
Andy Murray: COMPRARE
Con 26 vittorie e 2 sconfitte è il più efficace nel circuito, e c’è da dire che all’Australian Open era malato durante la caduta contro Fernando Verdasco al quarto turno. Togliendo quello, è stato quasi perfetto, con titoli a Doha, Rotterdam e al Masters di Miami.
Dal punto di vista tecnico, il suo gioco è adatto anche per la terra battuta, quindi i mesi avvenire potrebbero fare la differenza per lo scozzese, al momento n.4 mondale, ma non lontano da Djokovic.
Juan Martin del Potro: COMPRARE
Ha iniziato l’anno con un gioco solido, e la sua vittoria contro Nadal a Miami in tre set ha il potenziale di essere un momento di svolta nella sua carriera. Ora è al posto numero 5 e, anche se lontano dal numero 4, è un grande risultato per il 20enne argentino. Del Potro insiste che preferisce giocare sul cemento, ma i suoi due titoli consecutivi su terra battuta l’anno scorso (ne ha vinti quattro di fila, due su terra e altri due su cemento) evidenziano che non ha problemi su questa superficie.
L’anno scorso ha fatto l’esordio dopo Wimbledon, vincendo quei quattro tornei in altrettante settimane, mentre la prima metà dell’anno l’ha visto infortunato per molto tempo. Quest’anno invece si auspica decisamente promettente per Juan Martin del Potro, che fin dall’inizio sta ottenendo risultati ottimi.
Topics: ATP Tour |
April 12th, 2009 at 09:00
ME ENCANTA ESTE ARTICULO, ME ENCANTAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!
tendrias que ser periodista deportivo full-time!!