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Federer, Nadal & co…come sono andati i Grand Slam nel 2009?

By admin | September 29, 2009

La stagione tennistica dura 11 mesi, ma i migliori giocatori la valutano principalmente sotto il profilo dei risultati ottenuti nei Grand Slam. Con l’ultimo major ormai nella storia, facciamo il punto sulla performance del top ten maschile.

Roger Federer: ribaltando la situazione
La stagione dei Grand Slam per Federer è finita nello stesso modo in cui è iniziata: con un quinto set in finale da dimenticare. La prima è stata all’Australian Open contro Rafael Nadal a gennaio; l’ultima contro Juan Martin del Potro all’US Open qualche settimana fa. La sua reazione è stata molto diversa in entrambe le occasioni. A Melbourne, ci sono state delle lacrime. A New York, invece, ha regnato la calma (“Mica li posso vincere tutti”, per metterla nelle parole di Roger). Questa differenza è facilmente spiegabile da quanto è successo tra Australia e New York. Dopo un inizio stagione deludente, Federer è rinato in primavera, completando il Grand Slam con l’attesissimo titolo a Roland Garros,  e rompendo il  record di Sampras con il  suo 15esimo titolo di Grand Slam a Wimbledon.
Queste storiche pietre miliari fanno sì che la stagione di Federer debba essere considerata un successo, pur avendo subito due sconfitte in finale in due Grand Slam. Per una stagione che sembrava in declino già dall’inizio,  dobbiamo dire che il 28enne svizzero è ancora una grandissima minaccia.


Rafael Nadal: sfortunato

Nadal, a inizio stagione, sembrava Superman ottenendo il titolo all’Australian Open con due partite consecutive vinte in cinque set. Man mano che le settimane passavano, lo spagnolo ha invece dimostrato di essere un umano, si è infortunato al ginocchio, ha perso per la prima volta una partita a Roland Garros, e ha dovuto saltare Wimbledon.
Al suo rientro, durante la stagione americana sul cemento, Nadal ha quasi immediatamente iniziato ad avere problemi agli addominali. All’US Open ha subito la sua peggior sconfitta in uno Slam contro Del Potro alle semifinali per 6-2, 6-2, 6-2.
Non è stata però una stagione persa, anzi…Nadal ha vinto il suo primo titolo di Grand Slam su campo duro, e ha dimostrato di essere tra i migliori anche non al 100% fisicamente.

Andy Murray: un passo indietro
Murray
fa presente che ha migliorato la sua performance in ogni Grand Slam, tranne all’US Open, ma è difficile pensare che sia soddisfatto dai suoi risultati nei major. Sicuramente il posto dove voleva superarsi rispetto al 2008 è proprio New York, dove era arrivato in finale.
Invece, è uscito al quarto turno a Flushing Meadows sconfitto da Marin Cilic, un tipo di giocatore che normalmente riesce a dominare senza problemi. Negli altri Slam, Murray è stato eliminato da grandi colpitori in un ottimo momento: Fernando Verdasco all’Australian Open, Fernando Gonzalez a Roland Garros e Andy Roddick a Wimbledon.
Si può dire che è ancora sulla scia giusta, ma da lui si aspettava un esordio in uno degli Slam, per ottenere quel primo titolo major che tanti davano per certo.
Novak Djokovic: due passi indietro
Novak il  giocoso è riemerso all’US Open durante la semifinale contro Roger Federer, ridendo e scherzando. Il risultato finale è stato una sconfitta in tre set, per cui il fatto che questo sia stato il suo momento migliore negli Slam enfatizza la cattiva performance del serbo nei major.
La sua difesa del titolo all’Australian Open si è interrotta nei quarti di finale, dove si è ritirato. A Roland Garros è uscito al terzo turno e a Wimbledon si è fermato ai quarti di finale.
Il 22enne non è completamente fuori dal radar, essendo arrivato in finale in un paio di tornei Masters 1000, e avendo assunto Todd Martin come allenatore per cercare di ritrovare la forma del 2008. Dopo essere considerato un favorito negli Slam grazie alla sua vittoria all’Australian Open 2008, si potrebbe dire che dopo questa stagione abbia subito un declassamento.
Andy Roddick: così vicino, ma così lontano
La finale giocata a Wimbledon contro Federer ha avuto un grosso impatto sull’americano. Purtroppo le sconfitte serrate si sono ripetute durante l’estate, culminando all’US Open, dove ha perso al terzo turno contro John Isner, con un tiebreak al quinto set.
Per quanto la valutazione possa essere complessivamente negativa, si può dire che Roddick si trovi in una posizione sicuramente migliore rispetto alla fine del 2008.


Juan Martin del Potro: un grande balzo in avanti

“Se voglio battere Nadal o Federer, devo essere più aggressivo di oggi. Ma ho ancora bisogno di tempo,” aveva dichiarato del Potro all’US Open 2008 dopo essere stato eliminato da Andy Murray ai quarti di finale. Alla domanda “Quanto tempo occorrerà?” la sua risposta è stata “Forse un anno.”
Quella dichiarazione si è concretizzata all’US Open 2009, dove del Potro è diventato il primo giocatore ad aver battuto sia Rafael Nadal che Roger Federer in uno Slam. Del Potro è anche il secondo campione più giovane nella storia dell’US Open, a vent’anni di età.
La scalata di del Potro si può sintetizzare mettendo a confronto le sue partite giocate contro Federer negli Slam. Ha vinto solo tre game nella sua sconfitta al quarto turno dell’Australian Open, perdendo 6-0 nel secondo e terzo set. I due si sono trovati nuovamente nelle semifinali di Roland Garros, con del Potro che è riuscito a portarsi avanti due set a uno prima di cedere la partita in cinque set. Anche il loro ultimo incontro, la finale dell’US Open, si è estesa a cinque set, ma stavolta del Potro ha tenuto duro fino in fondo e si è portato a casa la vittoria.
Ci sono ora grandi aspettative dall’argentino, che ora deve confermare il suo status con altri titoli di Grand Slam a seguire, che per un po’ di anni nessuno oltre a Federer e Nadal è riuscito a fare.

Topics: ATP Tour, Giocatori, Grand Slam |

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